Il grazie a Papa Francesco dei ragazzi di Pompei

Il 27 marzo 2020, in una serata che resterà indimenticabile, il Papa era da solo in una piazza San Pietro deserta. Lo scorso Lunedì in albis circa 100.000 ragazzi hanno gremito quella stessa piazza in occasione del pellegrinaggio degli adolescenti italiani a Roma, proposto dal Servizio nazionale per la Pastorale Giovanile della Conferenza Episcopale Italiana.

Un’immagine potente e un messaggio importante che, ancora una volta, ci viene dai più giovani. C’è tanta voglia di normalità, di stare insieme, di ritornare alla bellezza della vita che prima la pandemia e ora la guerra hanno messo in crisi.
Allo stesso tempo la Chiesa pone, ancora una volta, i giovani al centro della sua premura, venendo incontro alla fascia che più ha sofferto le conseguenze di questo tempo storico.

Tra quei 100.000 adolescenti c’erano anche 60 ragazzi pompeiani e in particolare due di loro, Letizia ed Alessandro, sono stati scelti, insieme ad altri quattro ragazzi, per animare la Veglia di preghiera alla presenza di Papa Francesco. A loro è stato affidato il compito di ringraziare il Santo Padre per la giornata vissuta insieme ma purtroppo, per motivi di tempo, non hanno potuto fare il loro intervento.

Per questo motivo pubblichiamo qui il testo del loro saluto al Papa insieme ad una piccola galleria fotografica che racchiude le emozioni della giornata.

Santo Padre,
Siamo qui come portavoce di tutti questi ragazzi per ringraziarla di averci accolto qui.
La Chiesa oggi è vista da molti nostri coetanei come un luogo a cui non viene data molta importanza e spesso le persone che la frequentano vengono derise o considerate “strane”; ma la Chiesa, al contrario, è simbolo di solidarietà, amore, all’interno della quale si costruiscono nuove amicizie, fino a diventare una seconda casa.
Per tale motivo siamo orgogliosi e fieri di poter far parte di questa grande comunità religiosa e lo diciamo senza alcuna vergogna.
Oggi seguire Gesù significa cambiare, non rimanere fermi, reagire, non arrendersi, non lasciarsi paralizzare dalla paura.
Purtroppo il buio della violenza e della morte continua ad oscurarci.
Possiamo e dobbiamo essere la luce in questo buio, possiamo e dobbiamo rendere il mondo più umano, più fraterno.
Noi Le chiediamo, Santo Padre, di continuare, con la sua opera, a lavorare per la pace nel mondo e per il bene di noi tutti affinché l’alba della fede rischiari il buio della violenza, della disumanità, del male.
Grazie Santità!